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Usura Bancaria: conoscerla per difendersi

Ultimamente se aziende, commercianti, liberi professionisti e perché no anche privati non falliscono a causa della crisi falliscono grazie alle banche.

 

Perché quest’affermazione?

 

Perché il Legislatore, in seguito all’entrata in vigore della legge n. 154 del 17/02/92 e del T.U. Bancario, ha dato la possibilità alle Banche di modificare unilateralmente, ogni trimestre, il tasso d’interesse e tutte le varie condizioni.

Però all’utente è data la possibilità di recedere dal contratto entro 15 giorni dal ricevimento della comunicazione della variazione delle condizioni.

Capiamo che si tratta di un metodo difensivo fittizio in quanto se i soggetti sovra indicati hanno necessità di utilizzare il fido concesso loro dalla banca e lo hanno effettivamente impiegato difficilmente sono in grado in 15 giorni di rientrare dello scoperto.

Pertanto dovranno subire le imposizioni delle banche, oppure pagare e chiudere il rapporto.

E’ in queste condizioni che si consuma il reato di Usura bancaria e riguarda le seguenti operazioni creditizie:

 

  • aperture di credito in conto corrente, detto anche apercredito (fido di cassa, anticipo fatture, presentazione rid/ri.ba. al salvo buon fine, ecc…);
  • prestiti personali;
  • accensione mutui;
  • crediti finalizzati all'acquisto rateale (credito al consumo);
  • credito revolving e con utilizzo di carte di credito;
  • operazioni di leasing;
  • prestiti contro cessione del quinto dello stipendio;
  • altri finanziamenti a breve e a medio/lungo termine.

 

L’unico criterio valido adottabile per determinare il reato d’usura è quello stabilito dall’art. 644, comma 3 del codice penale, confermato dalla Suprema Corte di Cassazione nella sentenza n. 20148 del 18/03/2003 e riformulato dalla legge n. 108 del 07/03/1996.

Con questa legge il legislatore ha stabilito che subisce usura non solo colui che in stato di bisogno sia stato vessato da un secondo soggetto che se ne sia approfittato ma ogni volta che venga superato il limite fissato dall’art. 2 della legge stessa, il cosiddetto Tasso di Soglia di Usura.

Per capire se si è soggetti ad usura bancaria è necessario calcolare il T.E.G. (Tasso Effettivo Globale) il cui metodo di rilevazione, definito dalla legge, prevede che siano considerate tutti i costi e le spese ad eccezione delle sole imposte e tasse collegate all'erogazione del credito.

Non è della stessa idea la Banca d’Italia, le cui istruzioni, non solo sono ambigue, ma escludono dal calcolo, oltre alle imposte e tasse,una serie di altre voci tra cui la commissione di massimo scoperto o commissione di disponibilità immediata fondi.

Queste istruzioni sono state dettate da esigenze statistiche di rilevazione dati ma, ovviamente, non possono modificare quanto dettato dalla legge.

Pertanto è evidente che la Banca d’Italia non ha né la veste né la funzione di interferire in tale ambito.

Il reato di usura provoca danni importanti in quanto vengono fagocitate risorse finanziarie necessarie agli investimenti e alle attività produttive.

Di conseguenza si riducono le possibilità di lavoro per le aziende, i liberi professionisti, i lavoratori dipendenti e a ruota i commercianti e a lungo andare questa situazione impatta anche sullo sviluppo del territorio portandolo ad una progressiva regressione.

In conclusione si può affermare che questa gravissima situazione colpisce TUTTI non solo le aziende quindi Vi invito a controllare attentamente i Vostri estratti conto bancari, ritornando indietro nel tempo, rivolgendoVi a persone competenti che adottino soluzione personalizzate e soprattutto che Vi diano uno strumento da poter utilizzare in futuro per proprio conto.

Non abbiate paura di tutelare i Vostri interessi!!!


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