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Anatocismo bancario: novità e riflessioni

Da un mese a questa parte chiunque abbia un conto corrente ha ricevuto, da parte della propria banca, una comunicazione relativa ad una proposta di modifica unilaterale del contratto di conto corrente e più precisamente dell’articolo denominato “chiusura periodica del conto e regolamento degli interessi, commissioni e spese” delle “condizioni generali di contratto del conto corrente e dei servizi associati”. Ma vediamo di capire nel dettaglio di cosa si tratta. Con il Decreto legge 14/02/16 n. 18, convertito con alcune modifiche, in legge lo 08/04/16 n. 49 è stato modificato l’art. 120, comma II, del Decreto Legislativo 01/09/1993 n. 385 (TUB). L’articolo 120 del TUB è un articolo molto importante in quanto disciplina il calcolo degli interessi oltre le valute. In questo modo sono stati apportati dei cambiamenti proprio a questo computo. Tale modifica ha subito suscitato commenti postivi che hanno posto l’accento sulla fine dell’anatocismo* ed altri ferocemente negativi da parte di professionisti schierati dalla parte dei consumatori che, invece, leggono la nuova legge come un ritorno all’anatocismo bancario già secondo loro legalmente abolito dalla versione precedente dell'art. 120 del T.U.B. così come modificato dalla legge di stabilità del 2014.

 

Nuove nuove buone nuove?

Il nuovo testo della disposizione è il seguente:

Il CICR stabilisce modalita' e criteri per la produzione di interessi nelle operazioni poste in essere nell'esercizio dell'attivita' bancaria, prevedendo in ogni caso che:

a) nei rapporti di conto corrente o di conto di pagamento sia assicurata, nei confronti della clientela, la stessa periodicita' nel conteggio degli interessi sia debitori sia creditori, comunque non inferiore ad un anno; gli interessi sono conteggiati il 31 dicembre di ciascun anno e, in ogni caso, al termine del rapporto per cui sono dovuti;

b) gli interessi debitori maturati, ivi compresi quelli relativi a finanziamenti a valere su carte di credito, non possono produrre interessi ulteriori, salvo quelli di mora, e sono calcolati esclusivamente sulla sorte capitale; per le aperture di credito regolate in conto corrente e in conto di pagamento, per gli sconfinamenti anche in assenza di affidamento ovvero oltre il limite del fido:

1) gli interessi debitori sono conteggiati al 31 dicembre e divengono esigibili il 1º marzo dell'anno successivo a quello in cui sono maturati; nel caso di chiusura definitiva del rapporto, gli interessi sono immediatamente esigibili;

2) il cliente può autorizzare, anche preventivamente, l'addebito degli interessi sul conto al momento in cui questi divengono esigibili; in questo caso la somma addebitata e' considerata sorte capitale; l'autorizzazione e' revocabile in ogni momento, purché prima che l'addebito abbia avuto luogo.

 

Perché state ricevendo o avete già ricevuto queste comunicazioni?

Perché L’art. 5 della Delibera CICR ha imposto alle banche di applicare la nuova disciplina a partire dal 01/10/2016. Ma analizziamo più da vicino questa delibera, essa riguarda:

  • qualsiasi individuo che abbia in essere un rapporto contrattuale con un intermediario, ossia le banche, gli intermediari finanziari di cui all’art. 106 T.U.B. e altri soggetti abilitati ad erogare a titolo professionale finanziamenti disciplinati dal Titolo VI del TUB;
  • le operazioni di raccolta del risparmio e di esercizio del credito, compresi i finanziamenti a valere su carte di credito, i rapporti di conto corrente, i rapporti di conto di pagamento, le aperture di credito regolate in conto corrente, le aperture di credito regolate in conto di pagamento anche quando la disponibilità sul conto è generata da operazioni di anticipo su crediti e documenti, gli sconfinamenti.

Con queste comunicazioni la banca parte dal presupposto che in tutte le operazioni di raccolta del risparmio e di esercizio del credito, compresi quelli relativi a finanziamenti a valere su carte di credito, gli interessi debitori non possono produrre altri interessi, tranne che nel caso di interessi di mora (art. 3 delibera CICR 343/2016) e propone la modifica unilaterale del contratto di conto corrente in relazione ai seguenti punti:

  1. Gli interessi creditori e debitori sono conteggiati con la medesima periodicità, ossia al 31 dicembre di ogni anno e comunque non per un periodo inferiore all’anno, a meno che non si tratti di un caso di chiusura di rapporto di conto, nel caso di contratti stipulati in corso d’anno il conteggio comunque è effettuato al 31 dicembre;
  2. Gli interessi creditori maturati verranno accreditati in conto e produrranno altri interessi;
  3. Nel caso di interessi provenienti da apertura di credito in conto corrente o conto a pagamento, da sconfini oltre il fido accordato o su conti non affidati, gli interessi debitori dovranno essere conteggiati separatamente dal capitale. Questa prescrizione serve a far si che, scaduto l’anno, gli interessi vengano calcolati solo sul capitale e non sulla somma capitale più interessi maturati nell’anno precedente. Tali interessi saranno esigibili l’1 marzo e, comunque, non prima del trentesimo giorno successivo a quello in cui il cliente ha ricevuto l’estratto conto e lo scalare interessi relativi al mese di dicembre. Una volta che gli interessi siano esigibili potrete agire in uno dei seguenti modi: a) pagare, gli interessi continueranno ad essere conteggiati solo sul capitale, nel contratto tra banca e cliente può essere convenuto che i fondi entranti nel conto del cliente sul quale è regolato il finanziamento possano essere impiegati per estinguere il debito da interessi; b) autorizzare l’addebito in conto, in allegato alla comunicazione avrebbero dovuto inviarvi un modulo per il relativo consenso, e, di conseguenza, gli interessi verranno considerati capitale e quindi base di calcolo per il prossimo computo comunque si tratta di un’autorizzazione revocabile in qualsiasi momento, per tempi e forme si consiglia di informarsi presso la propria filiale; c) non pagare e non autorizzare l’addebito in conto, diventate così inadempienti e, vi verranno, pertanto, addebitati gli interessi di mora;
  4. In caso di chiusura definitiva del conto corrente, il saldo produce interessi nella misura stabilita dal Documento di Sintesi, gli interessi creditori e debitori sono esigibili immediatamente da parte della banca;
  5. Le commissioni, le spese e le trattenute fiscali possono essere addebitate trimestralmente.

Con quali effetti?

Con le nuove modifiche, gli interessi verranno conteggiati una volta l’anno, il 31/12, e saranno esigibili in un’unica soluzione dal 1° marzo dell'anno successivo a quello in cui sono maturati, in altre parole gli interessi divengono esigibili, per legge, dopo un certo tempo e non più trimestralmente come eravamo abituati. Questa situazione può nascondere un pericolo, quello di non averne previsto l’uscita per tempo, ossia un accantonamento di fondi, con conseguente rischio di sconfino di conto e relative commissioni aggiuntive oppure impossibilità di pagamento dei propri fornitori. Nella realtà ciò che resta al correntista è la facoltà di scelta: pagare gli interessi maturati extra fido, cioè senza utilizzare il fido, nell'anno solare precedente al 1° marzo di ogni anno oppure farli addebitare in conto dando così via alla capitalizzazione composta degli stessi.

Quindi per evitare brutte sorprese, situazioni imbarazzanti e spreco/perdita di denaro diventa importante avere accanto la consulenza di un professionista esperto di finanza e banche che possa spiegarti e delucidarti sui comportamenti delle banche e possa accompagnarti in un progetto di risparmio sui rapporti bancari e sull’organizzazione della tua azienda in generale.

 

*ANATOCISMO BANCARIO: fenomeno per il quale gli interessi maturati sul conto corrente bancario a seguito dell’impiego di una linea di fido concessa dalla banca con cui si intrattiene il rapporto vengono addebitati sul conto stesso e divengono, a loro volta, una somma sulla quale maturano successivamente ulteriori interessi.


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