Temporary Manager · Export Manager · Controllo di gestione

Le Reti d’Impresa costituite tramite Contratto di Rete

Sentiamo sempre più spesso parlare di Reti d’Impresa e di Contratto di Rete, ma cosa sono? Perché e come sono nate? Sono realmente lo strumento per un riavvio della crescita e della competitività del nostro sistema produttivo anche nel contesto di mercati internazionali?

Il contesto economico attuale è caratterizzato da un basso livello di crescita e da una bassa competitività ma se focalizziamo l’attenzione sulla complessità-ricchezza del prodotto e sulle qualità dei nostri imprenditori notiamo che siamo di fronte ad un sistema formato da imprese che, se prese singolarmente, sono in grado di fare eccellenza ma insieme costituiscono un sistema poco efficiente.

Le cause di questa contraddizione sono rappresentate da:

  • fattori strutturali del nostro sistema paese (ad esempio burocrazia farraginosa, logistica nazionale inefficiente);

  • fattori strettamente connessi alle imprese stesse tra cui il più importante è quello dimensionale: nel 2012 sono state rilevate 4,4 milioni di imprese, quasi 64 imprese ogni 1000 abitanti (dato 2011), un valore tra i più alti d’Europa, di cui 4,2 milioni hanno meno di 10 dipendenti.

Poiché sui fattori strutturali del nostro Paese le singole imprese possono fare ben poco se non nulla, prendiamo in considerazione il secondo fattore: la dimensione.

Per la sua natura di PMI, essa non è in grado di gestire e controllare tutte le fasi della realizzazione del proprio prodotto, pertanto, “subappalta” le altre fasi ad altre aziende ponendo in essere così una permanente ed estesa cooperazione, cooperazione che risulta essere forzata. Ciò ha come conseguenza un aumento del numero delle interfacce con cui la PMI viene in contatto.

La gestione efficiente delle interfacce rappresenta un problema molto critico in quanto difficilmente si riesce ad individuare quale azienda detiene il potere gestionale e direttivo (a livello di singola impresa è noto in quanto in mano all’imprenditore o al suo staff manageriale) e anche se si arriva ad un accordo vi è sempre il rischio che tale decisione venga messa in discussione nel momento meno opportuno generando inefficienza.

Tale criticità aumenta all’aumentare del numero delle interfacce e all’aumentare del livello qualitativo delle singole imprese.

La dimensione è un problema e come tale va risolto.

Ma come?

Le soluzioni possono essere diverse: dagli incentivi per aumento dimensionale, alle fusioni/acquisizioni alla Rete d’Impresa tramite Contratto di Rete.

Quest’ultima soluzione è la più papabile in quanto gli incentivi per aumento dimensionale sono improponibili in questa fase di recessione economica e le fusioni/acquisizioni rappresentano la strada ideale per le imprese di grandi dimensioni ma non per le PMI nemmeno in presenza di incentivi fiscali.

Quindi quando si parla di Rete d’Impresa tramite Contratto di Rete si parla di relazioni di collaborazione di più ampio respiro strategico e temporale. Si passa così da una situazione di cooperazione ad una di collaborazione fra imprese. L’accordo tra i partner è il fulcro ed è questo il motivo per cui la normativa che regola il contratto di rete si concentra su questo aspetto, normativa che parla di contratto di rete e non semplicemente di rete d’impresa che in sé e per sé non rappresenta soggetto giuridico.

L’obiettivo del sistema Reti è quello di far funzionare questo aggregato di imprese come se fosse un’unica entità operativa, una sola impresa di dimensioni maggiori.

L’entrata in una Rete comporta dei vincoli di dipendenza tra le varie aziende, ne consegue un’avversione da parte degli imprenditori a tale sistema; un esempio fra tutti è la non accettazione da parte del piccolo imprenditore dell’obbligatorietà di acquisto dei materiali solo dai fornitori facenti parte della rete. Tale avversione può essere superata tramite:

  • incentivi economici sufficientemente forti, riprendendo il nostro esempio far in modo che i fornitori della rete applichino ai partner condizioni di vendita estremamente vantaggiose in modo da diventare competitivi per essere poi sempre scelti ogni volta;

  • un sistema di Reti leggere cioè reti caratterizzate da legami tra partner sufficientemente deboli così da invogliare l’imprenditore a sperimentare la collaborazione in rete affinché capisca quali sono i vantaggi che se ne possono trarre e sia incentivato a passare, successivamente, a forme di rete più coese,

  • parità decisionale.

Il coordinamento in queste forme di rete e con queste caratteristiche è uno dei nodi centrali del contratto di rete. Per sciogliere questo nodo abbiamo due approcci complementari:

  1. Corsi di formazione del coordinatore delle reti (manager di rete);

  2. Regole di collaborazione già definite, condivise da tutti i partner al momento di entrare in rete ed economicamente convenienti. Individuare a priori regole da applicare in ogni situazione operativa che andrà a fronteggiare comporta vantaggi in termini di tempo e costo oltre che profitti maggiori per tutti i partner ed è un’operazione molto più facile che non inventare una soluzione di volta in volta.

Quindi l’obiettivo finale è quello di fare di queste reti entità operative uniche che si comportino come una sola impresa di dimensioni maggiori in grado di fare aumentare ai propri partner la capacità di produrre profitto.

Concludendo, sulla base di quanto sovraesposto, possiamo affermare che le aggregazioni tramite contratto di rete sono uno strumento innovativo che possa contribuire al riavvio della crescita e della competitività del nostro sistema Italia anche sugli scenari internazionali grazie alla creazione di opportunità di sviluppo e di sempre più collaborazione per Imprese e Professionisti.


Vai all'archivio