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Siamo pronti per la SEPA? Imprese e banche verso il 1°FEBBRAIO 2014

Cittadini di un’Europa unita non solo di nome ma anche di fatto.

E’ in quest’ottica che i Paesi Europei hanno sviluppato la SEPA (Single euro payments area o Area comune dei pagamenti in euro) ossia il progetto di creare un’unica area di incassi e pagamenti in euro senza distinzione tra pagamenti nazionali ed esteri, consentendo così a consumatori, aziende e pubblica amministrazione di aprire un conto corrente in qualunque Stato e ricevere e disporre incassi e pagamenti in qualsivoglia Paese dell’Unione allo stesso costo o a costi più concorrenziali del servizio di pagamento o di incasso oggi definito “domestico”.

Un esempio?

Possiamo aprire un conto corrente in Francia per pagare l’albergo per le nostre vacanze nel Principato di Monaco, le nostre bollette in Italia e incassare dal nostro cliente belga e/o lettone!!!

Il tutto grazie all’adozione di regole e meccanismi di funzionamento standard per tutti i Paesi aderenti.

Quindi nascerà quello che il sistema bancario europeo o Eurosystem ama definire un unico sistema di incasso e pagamento domestico europeo.

Insomma un’Europa senza più confini nemmeno finanziari!!!

 

Di SEPA ne abbiamo già sentito parlare nel lontano 2008 quando le banche sostituirono le classiche coordinate bancarie (Abi, Cab e numero di conto corrente) con l’attuale Codice IBAN (International Bank Account Number) e quando, nei nostri home e remot banking, iniziarono ad affiancarsi ai soliti servizi altri con la dicitura SEPA.

Vediamo alcuni numeri:

Quest’operazione coinvolge 32 Paesi in tutto tra UE ed extra UE:

 

  • 17 che impiegano l’Euro come moneta (Finlandia, Irlanda, Paesi Bassi, Germania, Belgio, Lussemburgo, Francia, Austria, Italia, Slovenia, Spagna, Portogallo, Grecia, Cipro, Malta, Estonia e Slovacchia),
  • 10 che non hanno adottato l’Euro ma effettuano pagamenti in questa moneta (Regno Unito, Svezia, Danimarca, Lettonia, Lituania, Polonia, Repubblica Ceca, Ungheria, Bulgaria, Romania),
  • 5 Paesi esterni all’UE che utilizzano una valuta diversa dall’Euro ma svolgono pagamenti in Euro (Islanda, Norvegia, Liechtenstein, Svizzera, Principato di Monaco).

 

“Grandi” assenti?

La Repubblica di San Marino e, probabilmente, l’Andorra.

Bene, SEPA diventerà realtà definitiva a partire dal 01/02/2014, la cosiddetta Data di Migrazione obbligatoria o End Date.

Come cambieranno le regole?

Dal 01 Febbraio 2014 i servizi di pagamento nazionali ossia i servizi di addebito RID e di bonifico domestico, saranno sostituiti da strumenti di pagamento europei denominati:

 

  • SEPA Direct Debit (SDD) o Addebito SEPA;
  • SEPA Credit Transfer (SCT) o Bonifico SEPA,

 

Rimarranno esclusi dalla migrazione al nuovo sistema, ma il servizio sarà comunque assicurato, i bollettini bancari e di conto corrente postale, i MAV, i RAV e le RI.BA. in quanto non trovano una diretta corrispondenza con i succitati servizi.

Relativamente alle funzioni svolte, i nuovi strumenti SEPA non differiscono di molto dai servizi di incasso e di pagamento attuali, le differenze si notano nelle caratteristiche degli stessi che vanno ad impattare sui processi operativi ed amministrativi e sui sistemi informativi aziendali. Ma vediamole nel dettaglio:

 

Formato dei tracciati.

Cambia il formato dei tracciati previsti nella comunicazione tra banca ed impresa: il nuovo tracciato è basato sullo standard internazionale ISO 20022 XML.

 

SEPA Direct Debit (SDD) o Addebito SEPA.

Si tratta di uno strumento di pagamento che consente ad un soggetto (creditore) di incassare i propri crediti tramite un accordo precedente (mandato) sottoscritto dal proprio debitore che consente di addebitare in modo automatico il conto corrente del debitore.Può essere impiegato per effettuare pagamenti di natura ricorrente, come ad esempio le utenze, ma anche per effettuare un singolo pagamento, ad esempio per l’acquisto di un televisore. A differenza del servizio RID, il mandato dovrà essere gestito esclusivamente dall’azienda creditrice che sarà responsabile della raccolta, dematerializzazione, conservazione, esibizione, in caso di contestazione, dei mandati, oltre alla gestione di variazioni e/o cancellazioni del mandato richieste dal cliente. Per quanto concerne le attuali deleghe RID, esse sono considerate valide ma le aziende dovranno adottare tutta una serie di procedure e di codici affinché esse siano riconosciute come addebiti SEPA.

 

SEPA Credit Transfer (SCT) o Bonifico SEPA.

Con esso i titolari di conti correnti aperti presso banche situate nei Paesi aderenti possono effettuare i pagamenti in Euro. Tale servizio ha caratteristiche similari all’attuale prodotto nazionale. Novità degna di nota è che il beneficiario riceverà l’importo totale del pagamento, senza detrazione di alcuna spesa.

 

In conclusione SEPA porterà vantaggi o solo disagi e costi?

Le aziende dovranno individuare, valutare e gestire gli impatti che l’adozione dei nuovi strumenti avranno sul business, sui sistemi informativi, e all’interno della propria organizzazione (processi e strutture), in particolare a livello commerciale, di fatturazione, contabile e di gestione della Tesoreria.

Ma non si può negare che i vantaggi saranno diversi:

 

  • Opportunità di miglioramento del proprio Cash Management;
  • Possibilità di affiancare le procedure utilizzate per incassi e pagamenti con più avanzate procedure aziendali diventando così più competitivi ed efficienti;
  • Accesso facilitato ai mercati esteri;
  • Possibilità di usufruire dei servizi bancari a prezzi più competitivi.

 

Concludendo SEPA è si un obbligo ma potrebbe rappresentare l’opportunità di raggiungere livelli ancora più elevati di razionalizzazione dei processi interni e di essere ancora più efficienti e razionali nel futuro ormai prossimo.

Quindi sarebbe bene organizzarsi per non arrivare impreparati a questa importante scadenza.

 

Che cosa significa per te SEPA? Vantaggio o Costo? Inviami la tua opinione.

Intanto rimango a tua disposizione per chiarimenti sull’argomento e/o per confrontarci sul tuo progetto di adeguamento alla SEPA o sul progetto che desidereresti realizzare in merito oppure sugli argomenti che vorresti affrontare insieme all’indirizzo info@beatricezannarini.it e tramite il mio sito www.beatricezannarini.it.


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