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L’ABI e le Aziende “stressate” finanziariamente

In questa congiuntura economico-finanziaria possiamo individuare due tipi di aziende in crisi:

 

  1. aziende che hanno raggiunto il punto di non ritorno e quindi non più recuperabili;
  2. aziende sane ma sottoposte ad uno stress finanziario tale che potrebbero arrivare, prima o poi, alla chiusura.

 

Per quest’ultima tipologia è arrivata in soccorso l’Abi con un progetto per la costituzione di un Fondo di Valorizzazione Imprese (FVI) a cui ha dato il via libera in giugno di quest’anno il comitato esecutivo.

L’obiettivo del Fondo è quello di offrire alle imprese nuove risorse finanziarie e umane che portino alla riduzione dei livelli di indebitamento, al rafforzamento patrimoniale, al raggiungimento di obiettivi di rilancio delle aziende stesse.

 

Il Fondo sarà gestito da una Sgr e si occuperà dell’acquisizione di:

                                            

  • crediti da banche;
  • risorse finanziarie da investitori,

 

attuando così un processo di rafforzamento delle imprese che giungerà al termine con la dismissione della partecipazione.

Quali saranno, quindi, i benefici di cui godranno queste aziende?

 

  • Ricapitalizzazione;
  • Aumento delle possibilità di accesso al credito in seguito alla riduzione dell’indebitamento e al rafforzamento patrimoniale;
  • Nuovo know how apportato dai gestori del fondo.

 

E le banche?

 

  • Riduzione del rischio;
  • Diminuzione dei costi;
  • Miglioramento della propria posizione patrimoniale.

 

Insomma si tratta di un progetto fortemente innovativo con cui l’ABI ha voluto supportare il rilancio sul mercato di imprese “finanziariamente stressate”.

Con la sua attuazione le aziende italiane dovrebbero migliorare la propria solidità e garantire così stabilità occupazionale e, perchè no, attrarre nuovi investimenti.


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