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Voci dall’estratto conto bancario: Commissione di Istruttoria Veloce (CIV)

Come si è detto nel post precedente la Commissione di Istruttoria Veloce (CIV) è un costo bancario avente le seguenti caratteristiche:

 

  • da pagare nel caso di sconfinamento della somma messa a disposizione dalla banca o del c/c in assenza di autorizzazione della banca ossia conto corrente in rosso senza avere il fido;
  • espresso in termini assoluti e non percentuali;
  • indicata in apposita clausola contrattuale in misura fissa, per soggettivi diversi dai privati gli istituti bancari possono prevedere CIV diverse a seconda dell’importo dello sconfinamento, comunque di importo non superiore ai costi effettivamente sostenuti per l’istruttoria, che per la maggior parte delle banche si aggira intorno agli € 30,00/40,00.

 

Viene definita una commissione omnicomprensiva, il che significa che deve essere l’unica voce di costo indicata nello scalare dell’estratto conto, a parte, naturalmente gli interessi passivi.

Quindi l’unica voce di remunerazione per la banca in caso di sconfino.

Sono nulle tutte quelle clausole che stabiliscono oneri diversi.

 

Non a tutti, però, viene applicata.

Sono esonerati dal pagamento di questa commissione le famiglie e i privati che sconfinano per un importo pari od inferiori agli € 500,00 (cinquecento/00) per non più di 7 giorni consecutivi e al massimo una sola volta per ogni trimestre.

Ciò significa che al di sotto di tali parametri il privato non paga nulla.

 

Il problema si presenta per imprese, liberi professionisti, commercianti e per tutti coloro che movimentano molto il proprio conto corrente soprattutto con il versamento di assegni bancari/circolari in quanto lo sconfinamento viene accertato non sulla base del saldo contabile e nemmeno di quello liquido o saldo per valuta ma di quello disponibile di fine giornata.

Che cos’è il saldo disponibile?

Il saldo disponibile è la somma algebrica dei movimenti ordinati in base alla data di disponibilità che non sempre è immediata, in altre parole è il denaro che, secondo la banca, può essere effettivamente impiegato dal cliente per pagamenti e /o prelevamenti ad una certa data e può essere diverso dal saldo contabile e dal saldo liquido.

Quindi se il cliente utilizza il denaro prima che sia reso disponibile si vedrà addebitata la CIV.

A questo punto si può dire che, a seconda di come viene movimentato il c/c ed in funzione dei giorni valuta definiti tra banca e cliente, forse l’impiego del saldo disponibile non è poi così favorevole al cliente rispetto al saldo liquido come sembrerebbe ad un primo acchito.

Nel caso in cui lo sconfinamento:

 

  • riguardi il saldo liquido,
  • sia dovuto all’addebito di importi a favore della banca ad esempio delle competenze di fine trimestre

 

alcuna Commissione di Istruttoria Veloce deve essere applicata.

Inoltre in caso di più di uno sconfino in una giornata la banca deve applicare una sola commissione.

 

A questo punto

 

Consigli per non trovarsi perennemente i conti in rosso:

 

  • controllare il proprio estratto conto per capire la tipologia di versamenti eseguiti, contattare la propria banca per definire la data di disponibilità di ognuno ed evitare di staccare assegni od effettuare bonifici prima di tale data;
  • contattare un esperto, che abbia alle spalle un team di avvocati, come la sottoscritta, far controllare gli estratti conto e gli scalari pregressi, le condizioni di spesa e di tasso attualmente applicate per verificare l’esistenza di usura e anatocismo bancario e ottenere il rimborso degli importi indebitamente addebitati e migliori condizioni contrattuali.

 

Prossimamente andremo ad illustrare le diverse tipologie di saldi: cosa sono e a cosa servono.


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