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La Giungla delle Commissioni sugli affidamenti bancari

Iniziamo il nostro viaggio all’esplorazione del gergo bancario partendo dalle commissioni che ritroviamo nel nostro scalare e di cui, dalla denominazione, difficilmente capiamo che cosa sono e se sono applicate legittimamente.

 

Una volta c’era la Commissione di Massimo Scoperto definita dalla Suprema Corte di Cassazione come la “remunerazione accordata alla banca per la messa a disposizione dei fondi a favore del correntista indipendentemente dall’effettivo prelevamento della somma”

Col passare del tempo la definizione di tale provvigione venne snaturata e le banche iniziarono a calcolarla, in termini percentuali, sull’importo massimo utilizzato in un determinato periodo, di solito il trimestre, per tutti i giorni del periodo di riferimento indipendentemente dalla sua effettiva durata; quindi sulla massima esposizione raggiunta. Non solo ma il calcolo non era univoco, variava da istituto ad istituto e le relative modalità non venivano mai indicate nel contratto.

 

Dopo una serie di polemiche e “scontri” sulla liceità o meno di tale commissione, arrivò la legge 2 del 28/01/2009 che stabilisce che la Commissione di Massimo Scoperto poteva essere applicata solo in caso di :

  • conto correnti in rosso per almeno 30 giorni consecutivi;
  • conto corrente con fido.

L’esplicazione di quest’ultimo punto si era resa necessaria in quanto alcuni Istituti erano soliti ad applicarla anche in assenza di fido.

 

Successivamente con il decreto n. 644 del 30/06/2012, emesso ai sensi del IV comma dell’art. 117 bis del TUB, il Ministro dell’Economia e delle Finanze,in qualità di Presidente del CICR (Comitato interministeriale per il credito ed il risparmio), eliminò definitivamente la Commissione di Massimo Scoperto, introducendo:

 

  • la Commissione di Disponibilità Fondi o Fidi o Creditizia, che come dice il termine stesso è una provvigione, espressa in termini percentuali (tetto massimo lo 0,50% a trimestre), dovuta alla banca per la messa a disposizione del cliente di una somma di denaro come fido. E’ l’unico onere che può essere applicato in caso conto corrente regolarmente affidato, fatta eccezione per gli interessi passivi calcolati sull’utilizzato del fido; quindi non sono più dovute le commissioni per l’istruttoria, le spese per la liquidazione degli interessi e tutti gli altri oneri variamente denominati che le banche hanno solitamente addebitato sino ad oggi;
  • la Commissione di Istruttoria Veloce (CIV) da pagarsi nel caso di sconfinamento della somma affidata o del c/c in assenza di autorizzazione della banca. Si tratta di un valore in termini assoluti e non di una percentuale. Non la pagano, secondo la legge n. 62 del 18/05/2012, che ha convertito, con modifiche, il decreto legislativo n. 29 del 24/03/2012, le famiglie consumatrici nel caso di sconfinamenti pari od inferiori agli € 500,00 in assenza di affidamento od oltre il limite di fido per un solo periodo massimo di 7 giorni consecutivi per ogni trimestre bancario. Il CICR ha stabilito che tale commissione dovrà essere calcolata sul saldo disponibile di fine giornata e non sul saldo liquido o per valuta, nel caso in cui lo sconfinamento avvenga per saldo liquido la banca non potrà addebitare né la CIV né gli interessi passivi.

 

Naturalmente dovranno essere considerate nulli tutti gli oneri diversi e non conformi alle nuove disposizioni.

Nella prossima puntata tratteremo in maniera approfondita la Commissioni di Istruttoria Veloce (CIV).


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